Newsletter 5 Agosto 2026

La situazione politica italiana attraversa una fase che merita attenzione e che non può essere liquidata come una normale alternanza tra maggioranze di segno diverso. Il progressivo spostamento dell’asse politico verso destra non si manifesta soltanto nelle scelte economiche o nelle dichiarazioni identitarie: si riflette sempre più spesso nel modo in cui vengono concepiti l’ordine pubblico, il dissenso, la protesta e persino il ruolo dei più giovani nella società.

Il rischio non è rappresentato dall’esistenza di una destra al governo, elemento fisiologico di ogni democrazia. Il punto riguarda piuttosto la crescente tendenza a rispondere a problemi complessi attraverso l’inasprimento delle norme, l’estensione degli strumenti repressivi e una visione della sicurezza fondata soprattutto sul controllo e sulla punizione.

Le nuove disposizioni che incidono anche sui minori sollevano interrogativi particolarmente delicati. Di fronte a fenomeni reali come la violenza giovanile, il disagio sociale e la crescita di comportamenti problematici, la risposta non può limitarsi ad anticipare l’intervento penale o ad abbassare la soglia della repressione. Un ragazzo che sbaglia non è soltanto un soggetto da punire: è una persona in formazione, inserita in un contesto familiare, scolastico e sociale che le istituzioni hanno il dovere di comprendere e sostenere.

Quando la politica sceglie prevalentemente la strada dell’irrigidimento, corre il rischio di confondere la fermezza con l’efficacia. La sicurezza è un diritto, ma non può essere costruita sacrificando le garanzie, riducendo gli spazi di prevenzione o trasformando il disagio in una questione esclusivamente di ordine pubblico. Servono scuola, servizi sociali, educazione, politiche culturali, sostegno alle famiglie e interventi territoriali. Senza questi strumenti, la repressione rischia di intervenire troppo tardi e di produrre nuove marginalità.

È in questo quadro che il crescente spostamento a destra assume un significato più ampio. Non si tratta soltanto di una diversa collocazione politica, ma del possibile consolidarsi di un linguaggio che considera il conflitto sociale principalmente come una minaccia, il dissenso come un ostacolo e la fragilità come una colpa individuale. Una democrazia solida, invece, non teme il confronto e non misura la propria forza dal numero delle norme punitive che riesce ad approvare, ma dalla capacità di garantire sicurezza senza rinunciare ai diritti.

Di fronte a questa tendenza, il centrosinistra e il Partito Democratico hanno una responsabilità precisa: costruire un’alternativa credibile, concreta e riconoscibile. Non basta denunciare i rischi della deriva repressiva; occorre proporre un modello diverso, capace di tenere insieme legalità e inclusione, sicurezza e prevenzione, responsabilità individuale e giustizia sociale.

Anche per questo assume un valore positivo la soluzione individuata per la vicenda che ha coinvolto il segretario regionale del PD delle Marche. La conclusione raggiunta - con l’elezione unitaria di Thomas Braconi- rappresenta un segnale importante: dimostra che, anche nei momenti di difficoltà, è possibile cercare una strada fondata sul confronto, sul rispetto delle persone e sulla volontà di preservare l’unità politica.

In una fase nella quale il dibattito pubblico appare sempre più segnato dalla contrapposizione permanente, dalla ricerca del nemico e dalla semplificazione, la capacità di trovare una soluzione condivisa non è un segno di debolezza. È, al contrario, un esercizio di responsabilità. La politica ha bisogno di discutere, anche duramente, ma deve poi saper ricomporre, assumere decisioni e guardare avanti.

La vicenda marchigiana può dunque rappresentare un punto di ripartenza. Non la rimozione delle differenze o delle criticità, ma la scelta di affrontarle senza trasformarle in fratture irreparabili. Perché oggi, più che mai, serve una forza politica capace di opporsi alle derive autoritarie e repressive senza riprodurre al proprio interno le stesse logiche di divisione e di chiusura.

Difendere i diritti, investire nei giovani, contrastare il disagio prima che diventi emergenza e costruire comunità più sicure e più giuste: questa dovrebbe essere la direzione. E per percorrerla servono idee chiare, coesione e la capacità di trasformare anche le difficoltà interne in occasioni di crescita.

L’Italia ha bisogno di una politica che non risponda alla paura con altra paura, né al disagio con la sola punizione. Ha bisogno di una politica che sappia proteggere senza reprimere, governare senza dividere e costruire futuro senza rinunciare ai principi democratici. La soluzione trovata nelle Marche può essere un piccolo ma significativo passo in questa direzione: un segnale di responsabilità da cui ripartire per rendere più forte, più unito e più credibile un progetto politico alternativo.

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Primavera -Estate 2026

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Vorrei iniziare il mio racconto dall’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi alla sede nazionale del Partito Democratico per discutere di tempo nella scuola, calendario scolastico, opportunità educative per le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi di questo Paese. Un incontro fortemente voluto per condividere esperienze e buone prassi legate ai patti territoriali di comunità e per rilanciare la nostra proposta di legge che crea un fondo strutturale per sostenerli e finanziarli. Un modo per aprire una riflessione sul tema del calendario scolastico, sulle diverse opportunità educative che gli studenti e le studentesse hanno durante la pausa estiva e che incide direttamente sulla loro formazione.

Un pomeriggio ricco e importante grazie alle tante voci ed esperienze che lo hanno animato: le associazioni, gli enti locali, i docenti, le colleghe Simona Malpezzi e Cecilia D’Elia e la segretaria Nazionale Elly Schlein per il contributo programmatico che ci ha affidato. Come ci ha ricordato i l prof. Gabriele Benassi nel suo intervento, l’esperienza ci dimostra che “si può fare” e aggiungo io “si deve fare”!

Per saperne di più

Alcune immagini dell’iniziativa

Qui il video della giornata di lavori

Sull’estate delle disuguaglianze e sul tempo scuola, ringrazio l’Unità, per aver ospitato un mio contributo

Tra le varie iniziative vorrei segnalare due incontri sulla Costituzione e il voto alle donne a cui tengo particolarmente. Il primo – ospitato presso l’Università di Roma Tre- nel corso del quale mi sono confrontata insieme ad Anna Finocchiaro e Maria Pia Garavaglia sull’ottantesimo anniversario del voto alle donne e sulla partecipazione femminile alla vita politica. Il secondo, alla Camera, durante il quale ho avuto l'onore di ospitare e confrontarmi con studentesse e studenti dei licei romani- coinvolti durante l’anno scolastico in un progetto tematico dedicato al voto femminile e alle istituzioni repubblicane-  per celebrare insieme gli 80 anni dal voto alle donne, un anniversario che non è solo storia, ma memoria viva.

Un anniversario che quest’anno abbiamo iniziato a celebrare già durante l’emozionante 25 aprile passato a San Severino Marche- città insignita della Medaglia d’oro al merito Civile-  insieme al Presidente Mattarella che ci ha ricordato una volta di più l’importanza ed il valore della Festa di Liberazione nazionale.

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Ho avuto il piacere di intervenire a Riccione al XV Congresso Nazionale della UIL Scuola che ha richiamato il valore centrale della fiducia come pilastro della comunità scolastica e democratica. In un tempo segnato da conflitti, incertezze e crisi delle democrazie, la conoscenza torna ad essere il fondamento della partecipazione e della libertà. Scuola e istruzione non sono ambiti separati, ma il cuore stesso della vita democratica: luoghi in cui si costruiscono coscienza critica, dialogo e futuro. Al centro, la parola fiducia: nelle relazioni tra docenti, studenti, famiglie e istituzioni; nella capacità della scuola di essere spazio di crescita, comunità e speranza.

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Nel frattempo sono proseguite le iniziative che mi hanno portata in questi lunghi mesi in giro per l’Italia nei tanti incontri di confronto e proposta dedicati all’istruzione ma anche all’università. In particolare, ringrazio tutte le persone incontrate in queste settimane in giro per le feste dell’Unità. Ci vediamo a settembre a Reggio Emilia alla Festa Nazionale e prima ancora nelle tante feste in giro per l’Italia e nelle Marche a cominciare dalla Festa Nazionale delle Aree Interne e dei Comuni montani in programma ad Urbino dal 30 luglio al 3 agosto.

Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana, appuntamenti che mi hanno portata come sempre a confrontarmi con quanti (docenti, famiglie, dirigenti scolastici, rappresentanti di associazioni e sindacati, studenti) vivono quotidianamente dentro le nostre aule e cercano un confronto che con questo governo non esiste più.

Voglio infine ricordare l’interessante appuntamento promosso a Roma lo scorso 16 luglio nel corso della Festa dell’associazione Left Wing dedicato alla Scuola alla prova delle nuove tecnologie, un’occasione di confronto con docenti, associazioni professionali del mondo della scuola, sindacati sulle modalità con cui le nuove tecnologie e, in particolare, l’intelligenza artificiale impattano sulla scuola, sull’apprendimento e sulle nuove generazioni, provando a confrontarsi in modo equilibrato su uno strumento potente ma bisognoso di formazione e regolamentazione.

 

Condivido con voi una riflessione pubblicata da l’Unità intorno alla cultura e alle politiche adottate dal Governo

Il mio impegno parlamentare

Continua il nostro impegno di opposizione parlamentare e politica al governo delle destre, nel difficile contesto internazionale con la gravissima crisi innescata dalla guerra in Iran che sta avendo conseguenze drammatiche per imprese e famiglie a partire dall’aumento del prezzo dei carburanti.

Negli ultimi mesi ci siamo molto concentrati sull’attacco in corso all’università con provvedimenti arrivati all’esame dell’Aula come la riforma del reclutamento universitario- che fa seguito alla riforma dell’Anvur adottata dal Ministro Bernini che accentua il controllo del governo su un organismo indipendente di valutazione- approvata alla Camera in via definitiva. Un ddl che stravolge il reclutamento universitario, abolendo ogni selezione nazionale e localizzando totalmente i concorsi, con conseguenze potenzialmente devastanti in termini di qualità e trasparenza delle procedure selettive. Qui per ascoltare il mio intervento

Con un question time alla Ministra Bernini abbiamo anche lanciato un allarme rispetto ad un tema che rischia di condizionare l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza relativo all’attuazione dell’obiettivo fissato dal Pnrr dei 60.000 posti letto negli studentati. Purtroppo – come risulta da indagini indipendenti condotte sul campo- i canoni dei posti letto finanziati con il PNRR sono spesso superiori a quelli medi del mercato privato. Costi che rischiano concretamente di condizionare il diritto allo studio degli studenti in numerose università. Approfondisci

Voglio ricordare l’impegno speso insieme ai colleghi del Partito Democratico per denunciare gli effetti del Dpcm del ministro Calderoli relativo alla classificazione dei Comuni montani. Abbiamo partecipato lo scorso 7 maggio alla mobilitazione promossa dai Sindaci dei Comuni coinvolti davanti alla Camera per sollecitare la modifica di un provvedimento (purtroppo nel frattempo entrato in vigore) che esclude numerosi Comuni dalla classificazione di montagna, mettendo a rischio fondi, servizi e la tenuta delle scuole nelle aree interne. Un provvedimento che penalizza i territori più fragili e può accelerarne lo spopolamento. Ho chiesto al Governo di sospenderne gli effetti, rivedere i criteri insieme ai sindaci e garantire le deroghe necessarie per tutelare i presìdi scolastici e il diritto allo studio. Voglio ringraziare anche il Circolo del Partito democratico di Cingoli per il bel momento di approfondimento su questo tema promosso nello scorso giugno.

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NON SONO MANCATE SOLLECITAZIONI RIVOLTE AL MINISTRO VALDITARA, in particolare su un tema che sta attivamente coinvolgendo il mondo scolastico con la riforma degli istituti tecnici che entrerà in vigore nel prossimo anno scolastico. Un provvedimento su cui sono mancati momenti di reale confronto con il mondo della scuola, oltre a difficoltà concrete ed operative legate al taglio degli organici e alla qualità della proposta didattica. Ne abbiamo discusso in numerose interrogazioni presentate in Commissione e in aula. Approfondisci

 

Uno sguardo sul mio territorio

Il 12 maggio scorso con il collega Curti ho presentato un'interrogazione urgente al Ministro delle Imprese e del Made in Italy sulla decisione di Electrolux di chiudere lo stabilimento di Cerreto d'Esi, mettendo a rischio 170 posti di lavoro in un'area interna già segnata dallo spopolamento e dalla crisi industriale. Ho chiesto al Governo di intervenire con una strategia di politica industriale per fermare le delocalizzazioni, salvaguardare l'occupazione e difendere il futuro produttivo delle Marche e del Paese. Leggi qui.

Una vicenda particolarmente importante su cui il Partito democratico ad ogni livello si sta attivamente spendendo per la tutela dell’occupazione.

Sempre nei giorni scorsi ho depositato un’altra interrogazione al Ministero dell'Interno per chiedere se manifestazioni commemorative della Repubblica Sociale Italiana siano compatibili con i principi costituzionali e se sussistano le condizioni per vietarle. L'iniziativa nasce dopo la partecipazione di un consigliere comunale di Sarnano a un evento celebrativo della Rsi, durante il quale è stata anche annunciata la volontà di erigere un nuovo monumento ai repubblichini. Approfondisci

Infine una bella notizia!  i teatri condominiali dell’Italia Centrale sono stati riconosciuti patrimonio UNESCO.  È una storia di comunità che decidevano di investire su qualcosa che serviva a stare insieme, patrimonio dell’intera comunità cittadina. Qualcosa che caratterizza profondamente le Marche e i suoi piccoli e grandi teatri. Un riconoscimento che parte da lontano grazie all’impegno speso già negli anni Novanta da Giulio Silenzi e Gino Troli- assessori regionali- nelle azioni di valorizzazione, restauro e messa in rete dei bellissimi teatri delle Marche.

Voglio ricordare in questo spazio Adriano Ciaffi, scomparso nelle scorse settimane. Con lui le Marche perdono un protagonista della propria storia istituzionale e politica, un uomo che ha interpretato il servizio pubblico con rigore, competenza e una straordinaria capacità di visione, nella cultura politica e non solo, nella passione per la storia della nostra città, nella generosità dei consigli- privi di paternalismo- verso le generazioni più giovani. Nella visione politica e programmatica a livello nazionale e locale. La sua eredità va ben oltre gli incarichi ricoperti: resta per me l'esempio straordinario di una politica vissuta come responsabilità, studio e impegno quotidiano al servizio della comunità. Mi mancheranno le nostre chiacchierate maceratesi e il confronto costante che non mi ha mai fatto mancare. Sarà nostro compito promuovere presto un momento di ricordo e confronto nella nostra città.

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Dopo la conclusione dei lavori parlamentari nei prossimi giorni, mi dedicherò a qualche giorno di riposo e vacanza prima di partire con nuovi impegni a settembre.  Aspetto i vostri suggerimenti per le letture sotto l’ombrellone.