Newsletter 1 Aprile 2026

Una vittoria del popolo. Ora costruiamo l'alternativa

Il 22 e 23 marzo gli italiani hanno parlato chiaro. Con il 53,74% di No alla riforma costituzionale sulla giustizia voluta dal governo Meloni, il Paese ha mandato un segnale inequivocabile: la Costituzione non si tocca, i poteri dello Stato non si concentrano, la democrazia si difende nelle urne.

È una vittoria di cui essere orgogliosi, ma soprattutto è una vittoria da cui ripartire.

La Costituzione è il nostro argine. Quella che il centrodestra ha cercato di riscrivere a proprio vantaggio, prima con il premierato, poi con la separazione delle carriere in magistratura, è la stessa Carta che i nostri padri costituenti ci hanno consegnato come patrimonio comune. Gli italiani lo sanno, e hanno scelto di difenderla. Ogni tentativo di concentrare il potere, di indebolire i contrappesi istituzionali, di piegare la magistratura alla politica, si è scontrato con una risposta democratica netta e matura.

I giovani hanno scelto la Repubblica. Uno dei dati più belli di questa consultazione è la partecipazione straordinaria delle nuove generazioni: nella fascia under 34 il No ha superato il 60%. Non è scontato, in un'epoca in cui la disaffezione verso la politica è diffusa. Eppure quando si è trattato di difendere valori fondamentali, i giovani ci sono stati. Eccome. È un segnale di vitalità civica che ci inorgoglisce e ci responsabilizza: queste ragazze e questi ragazzi meritano una politica all'altezza delle loro aspettative.

Ma attenzione: la vittoria referendaria non è un punto d'arrivo. È la base da cui costruire. Perché mentre il governo era impegnato in battaglie ideologiche e identitarie lontane dalla vita delle persone, i problemi reali degli italiani sono rimasti irrisolti o sono peggiorati.

I rincari continuano a mordere le famiglie. Il carrello della spesa, le bollette, gli affitti: una pressione quotidiana che il governo non ha saputo affrontare con serietà. Le nuove tasse si moltiplicano, spesso nascoste in manovre fatte di piccoli tagli e grandi promesse mancate. I salari restano fermi tra i più bassi d'Europa, mentre il costo della vita sale. La scuola pubblica è sottofnanziata, gli insegnanti sono sempre più precari, le famiglie sono lasciate sole. E sul piano internazionale, questo governo si è dimostrato incapace di difendere gli interessi nazionali, assumendo posizioni di subalternità verso Trump che non fanno onore all'Italia né alla sua storia.

Un governo che non pensa alla vita quotidiana dei cittadini non merita la fiducia del Paese.

Noi del Partito Democratico raccogliamo il messaggio che è arrivato dalle urne con senso di responsabilità. Come ha detto Elly Schlein, "c'è già una maggioranza alternativa al governo". Il nostro compito è organizzarla, darle voce, trasformarla in proposta concreta e credibile. Dobbiamo essere il partito che parla ai lavoratori, alle famiglie, alle donne, ai giovani, ai territori che si sentono abbandonati. Dobbiamo costruire un'alternativa che non sia solo un "No" a Meloni, ma un progetto per un'Italia più giusta, più moderna, più europea.

La primavera referendaria è cominciata. Adesso tocca a noi.

Inverno 2026

Prima di iniziare il mio racconto vorrei esprimere anche qui la mia profonda solidarietà e vicinanza alla docente gravemente ferita a Trescore Balneario e a tutta la comunità scolastica dell’istituto comprensivo “Leonardo Da Vinci”. Siamo di fronte a un fatto terribile e di una gravità inaudita, che colpisce nel cuore uno dei luoghi più importanti per la crescita civile e culturale del Paese. L’aggressione, avvenuta prima dell’inizio delle lezioni e compiuta da uno studente così giovane con modalità tanto violente, impone una riflessione seria e urgente. Condanniamo da sempre con la massima fermezza ogni episodio di violenza, a maggior ragione quando si consuma all’interno o nei pressi della scuola, che deve restare uno spazio sicuro, di educazione, rispetto e convivenza. È indispensabile ribadire con forza il valore della comunità educante e lavorare, insieme alle istituzioni e alle famiglie, per contrastare ogni forma di violenza e disagio giovanile.

Veniamo a noi. Tante sono le iniziative che mi hanno portata - anche nei primi mesi dell’anno in giro per l’Italia nei tanti incontri di confronto e proposta dedicati all’istruzione.

Friuli, Sicilia, Liguria, Piemonte, Toscana, appuntamenti che mi hanno portata come sempre a confrontarmi con quanti ( docenti, famiglie, dirigenti scolastici, rappresentanti di associazioni e sindacati, studenti) vivono quotidianamente dentro la scuola.

Tra questi voglio ricordare l’iniziativa più importante- parte del percorso di ascolto promosso dal Partito Democratico in Italia: L’Italia che coltiva i saperi.

I saperi non sono compartimenti separati, ma parti di un’unica infrastruttura immateriale che costruisce la società della conoscenza. Investire in questi ambiti significa rafforzare la cittadinanza, l’autonomia delle persone, la qualità della democrazia.

Qui mio comunicato stampa

Grazie allo spazio offertomi da diverse testate nazionali e che si occupano di istruzione ho cercato di contribuire ad alcune riflessioni sui temi della scuola e della cultura.

Stiamo assistendo a una guerra di potere tutta interna alla maggioranza per occupare poltrone e ridefinire gli equilibri nel sistema culturale. Una gestione caotica e la totale assenza di una visione da parte del governo. Ovunque la destra metta le mani, sbaglia.

Qui mia intervista a “la Repubblica”.

Negli ultimi mesi si sono moltiplicati, drammaticamente,  gli episodi di violenza che hanno visto coinvolti i più giovani: occorre un impegno straordinario e condiviso per affrontare un’emergenza educativa che scuote il Paese.

Ne ho parlato in una mia riflessione per L’Unità.

E in un’ intervista a Fanpage.it

Sono intervenuta al format Tre domande a, a cura di Francesco Bunetto per Orizzonte Scuola, parlando di caro libri, povertà educativa e educazione affettiva nelle scuole. Qui l’intervista

C’è un lavoro capillare da portare avanti per affrontare l’emergenza educativa e personale che coinvolge la comunità scolastica. Una grande questione nazionale a cui non possiamo restare indifferenti.

Il mio impegno parlamentare

Continua il nostro impegno di opposizione parlamentare e politica al governo delle destre, nel difficile contesto internazionale con la gravissima crisi innescata dalla guerra in Iran che sta avendo conseguenze drammatiche per imprese e famiglie.

I numeri non sono tutto e non sono in grado di rendere pienamente l’impegno ed il lavoro di un parlamentare. All’inizio di un nuovo anno, ho voluto però fare un breve riassunto del mio lavoro in questa legislatura. La presenza in aula, in Commissione. Gli interventi, le proposte di legge, gli atti di sindacato ispettivo. Le iniziative fatte e quelle che verranno. Dietro ad ognuno di quei numeri ci sono volti, incontri, studio e approfondimento, lavoro quotidiano, impegno, passione. I valori che cerco di mettere nel lavoro, nella vita, nella politica. E che per me non possono mai mancare. Qui per avere il quadro

Ma torniamo ai contenuti del mio lavoro. Nelle scorse settimane ho ribadito in aula che sul dimensionamento scolastico: serve un confronto vero. Le norme introdotte a partire dalla legge di bilancio 2023 hanno prodotto effetti pesanti in molte realtà del Paese e portato al commissariamento di 4 Regioni (guada caso a guida centro sinistra), senza che fosse mai aperto un confronto serio con i territori. Qui il mio intervento

Continueremo, in ogni provvedimento utile, a chiedere la revisione di regole sbagliate e ingiuste. La scuola non può essere terreno di scontro politico: merita ascolto, equilibrio e responsabilità.

Ma abbiamo anche chiesto chiarezza al Governo su una questione che riguarda il futuro dei nostri territori: il nuovo DPCM- adottato a seguito della nuova legge sulla montagna- che  ridefinizione i criteri per l’individuazione dei  Comuni cd montani. Un riconoscimento importante da cui dipendono riconoscimenti economici e di vantaggio per i Comuni che ne beneficiano. Il nuovo provvedimento rischia infatti di escludere numerosi comuni dalla classificazione di montani, con conseguenze dirette e gravi: meno deroghe per la formazione delle classi; minori risorse per le scuole; meno incentivi per i docenti che scelgono di insegnare in questi territori. Un’esclusione di cui  ho parlato in Aula.

E che riguarda molti Comuni della nostra regione, su cui sono intervenuta più volte

Qui il mio primo intervento

Qui il secondo intervento

A marzo ho presentato alla Camera la proposta di legge, a mia prima firma, per istituire la Giornata nazionale dell’istruzione degli adulti, da celebrare il 25 ottobre di ogni anno. Si tratta di una proposta frutto delle sollecitazioni espresse dalla Rete Italiana per l’istruzione degli Adulti che raggruppa i Centri per l’istruzione degli adulti.  Un’iniziativa che ho promosso insieme alle colleghe Sara Ferrari e Ilenia Malavasi, con il sostegno del Partito Democratico, per riconoscere e valorizzare il ruolo fondamentale dell’apprendimento permanente nel nostro Paese.

Qui il testo della proposta di legge

In questi mesi abbiamo condotto una battaglia parlamentare importante contro il taglio della carta docente. Purtroppo, il governo dopo mesi di ritardi e silenzi- segnalati nelle numerose interrogazioni presentate in questi mesi- ha annunciato l’attivazione della carta del docente per l’anno scolastico 2025-2026, ma riducendo il contributo da 500 a 383 euro. Ne parlo qui 

Uno sguardo sul mio territorio

Nei giorni scorsi mi sono attivata- insieme alla collega Ilenia Malavasi (capogruppo del Pd in Commissiome Sanità) e al collega Augusto Curti- per sollecitare vigilanza e controllo del Governo sul gravissimo scandalo del Plasma scoppiato nella nostra regione. "È inaccettabile che nelle Marche oltre 1.600 sacche di plasma, pari a quasi 6 quintali, siano state buttate, nonostante le segnalazioni e le criticità segnalate da tempo. Anche per questo- in sinergia con quanto promosso dal gruppo consiliare del Pd e dal consigliere Antonio Mastrovincenzo-abbiamo presentato un’interrogazione.

Il 20 febbraio scorso, insieme al collega Augusto Curti, ho incontrato il Prefetto di Macerata per un approfondito confronto sulle tematiche della sicurezza nel territorio di Civitanova Marche, in un clima improntato alla collaborazione istituzionale e alla condivisione delle prospettive.

Abbiamo ritenuto doveroso promuovere un momento di interlocuzione diretta con il Prefetto perché la crescita che Civitanova Marche ha registrato negli ultimi anni, sotto il profilo demografico e urbanistico, impone un costante adeguamento delle politiche di sicurezza e dei presidi sul territorio. Per saperne di più

Ho depositato, con i colleghi Augusto Curti e Marco Simiani, un’interrogazione ai Ministri Urso e Pichetto Fratin per chiedere al Governo se intenda esercitare i poteri di golden power nell’ambito della vendita della raffineria Api di Falconara alla compagnia petrolifera azera Socar e, soprattutto, con quali tempistiche e condizioni. Leggi qui

Infine una bella notizia! Ancona è stata scelta come Capitale italiana della Cultura 2028. Questo importante riconoscimento premia la ricchezza culturale, storica e artistica della città e dell’intera regione Marche. Il progetto “Ancona. Questo adesso” rappresenta un’occasione importante per promuovere creatività, innovazione e sviluppo culturale, attrarre nuovi visitatori e valorizzare il talento locale. Un'occasione che non possiamo perdere in alcun modo. Dopo Pesaro - capitale 2024- un nuovo capoluogo marchigiano ottiene questo prestigioso riconoscimento, patrimonio e occasione importante per lo sviluppo culturale di tutta la regione.

Dobbiamo sentirci tutto coinvolto nel lavoro comune con autentico spirito di collaborazione per farne un’occasione di successo per tutte le Marche!

Prima di augurarvi Buona Pasqua vorrei concludere questa newsletter ricordando una grandissima donna democratica. Nei mesi scorsi, infatti, la nostra comunità è stata profondamente colpita ed addolorata dalla scomparsa della cara Valeria Fedeli. Una donna forte e generosa, una politica acuta e intelligente, che ha saputo rappresentare con integrità i valori del Partito Democratico nelle istituzioni. Personalmente, ho avuto la straordinaria fortuna di lavorare con lei sui grandi temi dell’educazione, della formazione e dei saperi. Esperienze e un lungo confronto che mi hanno arricchita e di cui le sarò sempre riconoscente. Per Valeria quasi tutto era “politico” ed è attraverso questa chiave che ha dato il suo contribuito alla storia recente della sinistra italiana. Le siamo tutti grati per ciò che ci ha lasciato e già ci manca profondamente.

Approfittando dei prossimi giorni di festa il mio consueto consiglio di lettura. Prendetevi qualche ora per “La ragazza di Vicolo Pandolfini” di Nando dalla Chiesa. Un racconto intimo e personale della storia d’amore che ha legato l’autore alla moglie, Emilia Cestelli, scomparsa cinque anni fa.  Un libro sincero ed emozionante che attraversa la storia personale e quella nazionale che ha visto l’autore tra i suoi protagonisti.

Aspetto i vostri suggerimenti per nuove letture.

Buona Pasqua a tutte e tutti voi.