Newsletter Natale 2017

L’anno e, ancor più, la Legislatura si chiudono con due risultati personali importanti: l’approvazione di due emendamenti alla legge di bilancio che coincidono con due delle tematiche che più mi hanno impegnato in quest’anno e durante buona parte della Legislatura: le politiche culturali e il sisma. Grazie al primo emendamento approvato, si recepisce in legge di bilancio la proposta di legge sulle imprese culturali e creative di cui sono stata relatrice alla Camera, prevedendo anche un credito di imposta a sostegno degli investimenti compiuti da tali realtà. Un risultato fondamentale- impensabile fino a pochi giorni fa- che consente finalmente di riconoscere da parte dell’ordinamento italiano una realtà significativa come quella delle imprese culturali. Per me, il mantenimento di una promessa fatta ai tanti operatori culturali che in questo anno hanno affiancato e sostenuto il mio lavoro, aiutando la concreta scrittura del testo e chiamandomi a parlarne in tante iniziative in giro per l’Italia. Un risultato che mi emoziona ed inorgoglisce proprio per il grande lavoro fatto dall’aprile del 2016 – quando la proposta di legge ha iniziato il suo iter in Commissione Cultura- ad oggi (http://agcult.it/2017/12/16/legge-bilancio-imprese-culturali-manzi-tenuto-fede-agli-impegni/)

Ma le lunghe giornate passate in Commissione Bilancio, seguendo l’iter di approvazione della legge, portano anche un altro successo significativo, insieme ad ulteriori misure relative alle zone del sisma: l’approvazione del mio emendamento, presentato in sinergia con il Ministero della Giustizia e con il Commissario straordinario Paola de Micheli, che riconosce risorse di cui potrà beneficiare il carcere di Camerino, inagibile dopo il sisma. L’emendamento approvato, in concreto, estende anche agli istituti penitenziari le risorse del fondo istituito dal Ministero della Giustizia per il finanziamento di interventi urgenti per assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari, in particolare delle aree colpite dal sisma. Un intervento emendativo presentato proprio pensando alla situazione di Camerino e al futuro della struttura penitenziaria. Un obiettivo importante per tutta la provincia, attualmente mancante di un istituto penitenziario dopo il sisma.

Due emendamenti che chiudono in un modo felicemente simbolico la mia Legislatura, un’occasione per tracciare un piccolo e modesto bilancio di questi anni complessi e difficili, ma anche entusiasmanti ed emozionanti, che mi lasciano un bagaglio di esperienza politica, professionale e personale che porterò con me e conserverò per sempre, qualunque cosa accadrà nei prossimi mesi. Come mi capita di dire spesso, ci sono molti modi per fare il parlamentare. Perdendosi tra i tanti, inseguendo le luci della ribalta, provando a rappresentare il proprio territorio, mantenendo con esso un forte contatto e confronto e provando a impegnarsi per esso. Non sta a me dire quale strada ho intrapreso, so soltanto che ho provato a fare tesoro di quanto mi veniva chiesto dai cittadini e dagli iscritti incontrati durante le parlamentarie del 2012 e la campagna elettorale del 2013: ” non sparite per poi ricomparire alla prossima campagna elettorale” . Spero di aver tenuto fede a questa promessa. Ho provato a farlo al meglio, mettendo alla prova le mie capacità ed acquisendone di nuove. Perché l’esperienza è un bagaglio che si acquisisce piano piano, ma fondamentale per poter dare un contributo concreto alla vita delle istituzioni. So per certo che non dimenticherò le tante persone incontrate in questi anni, a livello nazionale come a livello locale, i racconti e le esperienze personali raccolte, la complessità di un’istituzione, dei rapporti politici, di una stagione della storia italiana particolarmente complessa, di una legislatura che, in cinque anni, i condizioni politiche non semplici, ha saputo mettere in cantiere riforme ambiziose ed importanti. Una legislatura giovane, per età media dei suoi componenti, che ha visto mettersi alla prova tanti parlamentari che in questi anni sono cresciuti dentro queste stanze, hanno imparato i meccanismi della vita parlamentare, hanno condiviso idee, progetti, battaglie. Sarebbe bello se, un giorno, qualcuno raccontasse davvero, fuori dalla cronaca politica quotidiana, cosa è stata questa diciassettesima Legislatura e chi ne ha fatto parte. Si scoprirebbero tanti elementi e qualità positive, tante storie personali che non sono state raccontate e che invece meriterebbero di essere conosciute, anche per dare ai cittadini un giusto messaggio su quella che è la vita delle istituzioni e delle persone che ne fanno parte.

Sarà il compito degli storici ricostruire in modo equilibrato questi anni. Per ora approfitto di queste poche righe per mandarvi i miei auguri di Buone Feste.

Lo faccio con le parole di Antoine de Saint- Exupery e con l’immagine di una città che ho avuto l’opportunità di visitare in questo 2017: Gerusalemme. Una città complessa, ricca di storia, Cultura, civiltà. Una città a cui auguro, come a voi, un futuro di pace .

“Essere uomo significa appunto essere responsabile. Significa provare vergogna in presenza di una miseria che pur non sembra dipendere da noi. Esser fieri d’una vittoria conseguita coi compagni. Sentire che, posando la propria pietra, si contribuisce a costruire il mondo”