Newsletter n°39 del 10 Ottobre 2017

EDITORIALE

Oggi -14 ottobre- il Partito Democratico compie i suoi primi dieci anni. Un compleanno importante, occasione di bilanci, con una componente anche di carattere affettivo per me. Il Pd e’ stato il primo partito a cui mi sono iscritta, la mia prima casa politica e forse l’unica, perché senza il Pd non saprei dove potermi collocare politicamente. Un Partito che mi ha dato grandissime opportunità che spero di restituire nell’impegno quotidiano e nell’attenzione costante verso i suoi militanti, simpatizzanti ed iscritti.

Qualcuno dice che il Partito Democratico del 2017 sia diverso da quello pensato nel 2007, che abbia tradito quegli obiettivi. Ha subito fratture, scissioni, ha attraversato i momenti della più grave crisi economica ed istituzionale del nostro Paese. Eppure è rimasto, grazie anche alla militanza di tanti, e’ cresciuto, ha dato un contributo importante ed essenziale alle istituzioni e alle riforme di questo Paese e lo ha fatto anche grazie al suo non essere la casa solo di questa o quella famiglia politica, ma una comunità più ampia capace di contenerle entrambe, superandone i limiti storici ed ideologici. Di recente ho sentito alcuni rappresentanti istituzionali, che ricoprono i loro incarichi grazie anche all’impegno del partito di cui fanno parte, sostenere che il Partito Democratico sia una sorta di zavorra per le loro carriere politiche, un peso da tenere quasi in disparte rispetto al loro valore personale. Sono affermazioni che mi hanno profondamente colpita, a cui mi è capitato spesso di ripensare. Perché il Pd, con i limiti e le imperfezioni che ha accumulato in questi 10 anni, non e’ un autobus da cui salire o scendere a seconda delle proprie convenienze del momento, ma un Partito ( si proprio un Partito, in un’era in cui vanno per la maggiore, a destra come a sinistra, i movimenti) capace di dare un contributo importante alla crescita del Paese, come ha fatto in passato e come ha contribuito a fare in questi cinque anni di legislatura a trazione Pd. So che è più facile vedere il bicchiere mezzo vuoto, anziché mezzo pieno, lamentarsi del fatto che non sia abbastanza di sinistra, o troppo di centro, o eccessivamente leaderistico, o in crisi di tesserati. Ne ha molti di difetti questo Pd, ma è ancora un Partito che ha le proprie sezioni in giro per l’Italia in cui, in questi giorni, si stanno svolgendo congressi provinciali e comunali,  assemblee degli iscritti dove, ognuno di noi, dal primo all’ultimo militante, ha la piena possibilità di partecipare e manifestare la propria opinione, dove e’ possibile tesserarsi ( e lo si dovrebbe fare anche al di là dei singoli appuntamenti congressuali) e concorrere a partecipare alla sua democrazia interna. L’unico partito che c’è ancora in Italia. Che risente certamente della crisi mondiale ed europea dei movimenti politici e delle leadership ma che continua, nonostante questo ad esserci,  a marcare uno spazio politico, ad offrire occasioni di crescita al proprio gruppo dirigente e di iscritti. Un Partito dove ancora ci si guarda in faccia e dove si ha la possibilità di incontrarsi e confrontarsi.  Un Partito che i prossimi 26/27/28 e 29 ottobre si troverà a Napoli per la propria conferenza programmatica nazionale per discutere e redigere il programma politico in vista delle elezioni 2018.

Un Partito con 10 anni di storia sulle spalle, giovane eppure adulto, con tutte le imperfezioni ed i difetti che un processo di crescita comporta ( che conosco e che sarebbe importante correggere)  ma senza il quale, a  mio avviso, la vita politica ed istituzionale di questo Paese sarebbe incredibilmente più povera .

LEGGE ELETTORALE

 

Da poche ore la Camera ha approvato la legge elettorale per l’elezione di Camera e Senato. Una legge che dovrà sostituire ( al compimento del suo processo di approvazione) quel che resta, dopo le sentenze della Corte Costituzionale, dei testi precedenti ancora vigenti. Due testi disomogenei tra loro e fortemente proporzionali.

Secondo molti l’approvazione di questa legge sarebbe l’esempio di  un nuovo vulnus Democratico per il fatto di essere stata approvata con il voto di fiducia. Solo Mussolini e de Gasperi con la legge truffa avevano fatto tanto si è detto. Sono ben consapevole dei limiti di quel voto di fiducia, che ha inevitabilmente compresso il dibattito e la discussione democratica, ma ci sono alcuni elementi che, a mio avviso, meritano di essere considerati.

Permettetemi di essere schematica:

– Non si approva una legge elettorale a fine legislatura si dice. Giustissimo, per carità, ma di fronte allo stop imposto a giugno al primo processo di approvazione e alla necessità di non andare a votare con le leggi elettorali prodotte dalle sentenze della Corte non c’erano molti altri spazi temporali, considerati anche gli appelli del Capo dello Stato, per giungere ad un cambio di una legge che tutti i commentatori ricordavano ad alto rischio democratico e di stabilità.

– Non si mette la fiducia su una legge elettorale: giusta considerazione su cui voglio dare un elemento in più. Nel 1993 al momento del voto sul cd. Mattarellum tutti i gruppi parlamentari presenti si accordarono per evitare qualunque richiesta di voto segreto che avrebbe, in concreto, rischiato di affossare la legge.  Un analogo patto tra gentiluomini rivelatosi impraticabile in questa legislatura, sia sull’italicum che sull’attuale legge elettorale. Un patto che avrebbe sicuramente evitato il ricorso al voto di fiducia e che, magari le stesse forze politiche che si sono opposte alla legge in corso di approvazione, avrebbero potuto sollecitare al fine di consentire lo svolgimento del dibattito parlamentare in aula, senza trappole o tranelli.

– Non si approvano le leggi a colpi di maggioranza: giusta considerazione che è stata tenuta nel giusto conto se è vero che la legge approvata ha avuto il sostegno, oltre che delle Forze di governo, anche di Lega e Forza Italia. Senza prefigurazioni di future alleanze di governo, che dipenderanno dal parlamento che si andrà a comporre, ma sulla base della necessità di avere una maggioranza ampia e numericamente adeguata per approvare il provvedimento tanto alla Camera ( dove l’autosufficienza della maggioranza di governo potrebbe bastare) quanto al Senato ( dove i numeri della maggioranza sono costantemente a rischio).

 

Si è approvata una legge elettorale che ribalta percentualmente i rapporti di forza previsti nel Mattarellum per maggioritario e proporzionale, con una netta prevalenza del secondo sul primo.  Una legge che prevede collegi uninominali con un unico candidato e collegi plurinominali con listini corti, non molto differenti nel principio dallo stesso Mattarellum che prevedeva, a fianco dei collegi uninominali , un listino proporzionale. Allora, giustamente, non si sentiva parlare di nominati, come non si dovrebbe sentirlo ora, con i nomi dei candidati indicati anche sulla scheda,  facendo torto alla capacità e al diritto dell’elettore di scegliere in modo pieno il candidato ed il Partito in cui più riconoscersi.

Avrei preferito anche io una più decisa spinta in senso maggioritario del sistema ma temo che, dopo la sconfitta del referendum del 4 dicembre e La sentenza della Corte Costituzionale del gennaio di quest’anno, che ha eliminato il ballottaggio e di fatto neutralizzato il premio di maggioranza, il vento proporzionale sia difficile da annullare o ridimensionare troppo.

Starebbe forse anche agli elettori favorire, attraverso il loro voto, una semplificazione anziché una parcellizzazione della rappresentanza. Ma questa si sa, è un’altra storia….

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 PICCOLI COMUNI

Approvata in via definitiva al Senato ( dopo un’attesa lunga numerose legislature) la legge Realacci dedicata ai Piccoli Comuni. La legge promuove e favorisce il sostenibile sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale dei piccoli comuni, promuove l’equilibrio demografico del Paese, favorendo la residenza in tali comuni, e tutela e valorizza il loro patrimonio naturale, rurale, storico-culturale e architettonico. La presente legge favorisce l’adozione di misure in favore dei residenti nei piccoli comuni e delle attività produttive ivi insediate, con particolare riferimento al sistema dei servizi essenziali, al fine di contrastarne lo spopolamento e di incentivare l’afflusso turistico.

Per piccoli comuni si intendono i comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti nonché i comuni istituiti a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno popolazione fino a 5.000 abitanti. Possono beneficiare dei finanziamenti previsti dalla presente legge solo i piccoli comuni rientranti in una delle tipologie definite dalla legge medesima (comuni in aree a dissesto idrogeologico; marcata arretratezza economica; evidente spopolamento; bassa densità abitativa, disagio insediativo ecc.);  i parametri  occorrenti per la definizione delle tipologie saranno oggetto di un apposito decreto del Ministero dell’Interno.

E’ istituito il Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni con una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2017 e di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023, per complessivi 100 milioni di Euro, destinato al finanziamento di investimenti diretti alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla salvaguardia e alla riqualificazione urbana dei centri storici, alla messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici nonché alla promozione dello sviluppo economico e sociale e all’insediamento di nuove attività produttive.  Per gli anni 2017 e 2018 nel Fondo affluiscono anche  le risorse di cui alla legge n. 208/2015 destinate al finanziamento degli interventi di ristrutturazione dei percorsi viari di particolare valore storico e culturale destinati ad accogliere flussi turistici che utilizzino modalità di trasporto a basso impatto ambientale (1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018).

L’utilizzo delle risorse del Fondo sarà definito in un Piano Nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni adottato con DPCM, secondo le priorità definite dalla stessa legge (qualificazione e manutenzione del territorio, riduzione del rischio idrogeologico; messa in sicurezza e riqualificazione delle infrastrutture stradali e degli edifici pubblici, efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico, recupero di beni culturali, storici, artistici e librari, ecc. ). Il Piano definisce le modalità per la presentazione dei progetti da parte dei comuni, nonché quelle per la selezione dei progetti, attraverso bandi pubblici, da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri sulla base dei criteri definiti dalla legge stessa  (tempi di realizzazione degli interventi; coinvolgimento di soggetti e finanziamenti pubblici e privati,  valorizzazione delle filiere locali della green economy; impatto socio-economico degli interventi, ecc.).  I progetti da finanziare sulla base del Piano sono individuati con successivo DPCM.

I piccoli comuni possono individuare, all’interno del perimetro dei centri storici, zone di particolare pregio nelle quali realizzare, anche avvalendosi delle risorse del Fondo, interventi integrati pubblici e privati finalizzati alla riqualificazione urbana. I Comuni possono  promuovere nel proprio territorio la realizzazione di alberghi diffusi.

Le aree dei piccoli Comuni per le quali non vi è interesse da parte degli operatori a realizzare reti per la connessione veloce e ultraveloce, possano essere destinatarie delle specifiche risorse previste, in attuazione del piano per la banda ultralarga del 2015, per le aree a fallimento di mercato. Si tratta delle aree per le quali la delibera CIPE 6 agosto 2015, n. 65 ha previsto uno stanziamento pari a 2,2 miliardi di euro a valere sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2014-2020, per interventi di immediata attivazione.

I progetti informatici riguardanti i piccoli Comuni hanno la precedenza nell’accesso ai finanziamenti pubblici previsti dalla normativa vigente per la realizzazione dei programmi di e-government.

Il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, nella individuazione delle iniziative di innovazione tecnologica  per i Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, da priorità ai piccoli Comuni cui si applica la disciplina posta dal provvedimento in esame.

Il Presidente del Consiglio dei ministri predispone il Piano per l’istruzione destinato alle aree rurali e montane con particolare riguardo al collegamento dei complessi scolastici, all’informatizzazione e alla progressiva digitalizzazione delle attività didattiche e amministrative. Nell’ambito del piano generale dei trasporti e della logistica e dei documenti pluriennali di pianificazione sono individuate apposite azioni destinate alle aree rurali e montane, con particolare riguardo al miglioramento delle reti infrastrutturali nonché al coordinamento tra i servizi, pubblici e privati, finalizzati al collegamento dei comuni delle aree rurali e montane.

DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA

Approvata la risoluzione sul Documento di Economia e Finanza (Def).

Questi i punti principali che impegnano il Governo a provvedere con la prossima legge di bilancio:

  1.  a)    completa sterilizzazione delle clausole di salvaguardia sulle imposte indirette per l’anno 2018;
  2.  b)     sostegno degli investimenti, incentivando gli investimenti privati in beni strumentali e immateriali, nonché allocando maggiori risorse per gli investimenti pubblici delle amministrazioni centrali e locali, anche attraverso, per questi ultimi, l’individuazione delle misure più idonee per consentire un maggiore utilizzo dell’avanzo di amministrazione di ciascun ente per la progettazione e la realizzazione di opere pubbliche;
  3.  c)     promozione dell’aumento dell’occupazione, in particolare a tempo indeterminato per i giovani, mediante nuovi interventi di decontribuzione del lavoro;
  4.  d)   potenziamento degli strumenti di lotta alla povertà e all’esclusione sociale, incrementando le risorse destinate a finanziare il reddito di inclusione;
  5.  e)    finanziamento delle politiche invariate, inclusive delle risorse per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego;

a favorire, nella legge di bilancio 2018-2020, un complesso di interventi in materia sanitaria, volti a:

  1.  a)    incremento nel tempo le risorse di conto capitale destinate ad investimenti nel settore della sanità;
  2.  b)    revisione graduale del meccanismo del cosiddetto super ticket al fine di contenere i costi per gli assistiti che si rivolgono al sistema pubblico;
  3.  c)      proroga della riduzione al 10 per cento della cedolare secca sugli affitti abitativi ed eventualmente estendere il sistema della tassazione sostitutiva anche sui redditi derivanti dagli affitti di immobili ad uso non residenziale;
  4.  d)     prosecuzione della politica di sostegno alle famiglie e di contrasto alla prolungata tendenza al calo demografico, valutando altresì la possibilità di potenziare il sistema degli assegni per i figli a carico, anche procedendo alla necessaria razionalizzazione degli attuali istituti.

Impegni significativi che ci coinvolgeranno nei prossimi mesi nella approvazione della legge di bilancio.

 

IN PARLAMENTO

Approvata alla Camera (senza nessun voto contrario e con l’astensione di M5S, Art.1 e SI) la proposta di legge su imprese culturali e creative di cui sono stata relatrice (http://www.ilsole24ore.com/art/arteconomy/2017-09-21/approvata-proposta-legge-il-riconoscimento-imprese-culturali-e-creative-185444.shtml?uuid=AEpNyVXC) .

Un testo, nato grazie al confronto costante con le molte realtà produttive che operano nel nostro Paese capaci di produrre (secondo i dati del Rapporto Symbola 2017) circa il 6% del Pil complessivo dell’Italia. Un provvedimento che approda ora al Senato e di cui si parlerà anche in legge di stabilità per cercare di stanziare risorse e strumenti ulteriori a favore di queste realtà.

L’articolo 1 stabilisce innanzitutto i requisiti che devono essere posseduti da un’impresa, pubblica o privata, per essere qualificata culturale e creativa.

–          avere per oggetto sociale l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali (beni, servizi e opere dell’ingegno inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all’audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei, nonché al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati)

–           avere sede in Italia, ovvero in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, purché si abbia una sede produttiva, una unità locale o una filiale in Italia;

–           svolgere un’attività stabile e continuativa.

L’articolo 2 dispone che, per lo svolgimento delle attività di perseguimento dell’oggetto sociale, le imprese culturali e creative possano chiedere la concessione di beni demaniali dismessi, con particolare riferimento a caserme e scuole militari inutilizzate, non utilizzabili per altre finalità istituzionali e non trasferibili agli enti territoriali (c.d. federalismo demaniale). I beni potranno essere concessi per un periodo non inferiore a 10 anni, a un canone mensile non superiore a € 150, con oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria a carico del concessionario.

Il testo è stato profondamente modificato durante l’esame in VII Commissione Cultura. Inizialmente nella proposta di legge Ascani ed altri si prevedevano modifiche al Testo unico della finanza1, volte all’introduzione del sistema del c.d. crowdfunding. Era stato anche immaginato un sistema di incentivi specifici per le c.d. start-up culturali. Nel corso dei lavori, tuttavia, si è preferito dare un respiro più ampio al provvedimento, concentrandosi su due aspetti: da un lato la definizione e le finalità delle imprese culturali e creative, dall’altro le facilitazioni per i locali per l’attività dell’impresa.

A questo riconoscimento si è giunti grazie ad un confronto costante con le istituzioni (a cominciare dal Ministero dei Beni Culturali) e con l’ampio e variegato mondo degli operatori della cultura e, in generale, di coloro che fanno della creazione, della produzione, dello sviluppo e della diffusione culturale la propria attività economica.

 

Qui di seguito il video del mio intervento in Aula:  http://webtv.camera.it/archivio?legislatura=17&seduta=852&intervento=452901

E la mia intervista ad EmmeTv http://www.emmetv.it/2017/10/03/emmesera-imprese-culturali-creative/

Un provvedimento di cui continuerò a parlare come fatto nel corso degli ultimi mesi dal Festival dell’Impresa Creativa, promosso da Federculture all’Aquila lo scorso luglio, all’appuntamento annuale a Mantova con ArtLab e Fondazione Fitzcarraldo dello scorso settembre, alla Festa Nazionale della Cultura del Pd, fino al Festival Electropark tenutosi a Genova lo scorso fine settimana (FOTO)

Nel mese appena trascorso ho continuato ad occuparmi anche delle problematiche legate al sisma, presentando una specifica interrogazione relativa alla tutela e salvaguardia dei beni culturali colpiti dal sisma, attualmente custoditi nei depositi ecclesiastici (https://picchionews.it/politica/sisma-irene-manzi-serve-un-intervento-del-governo-per-individuare-aree-e-metodi-di-messa-in-sicurezza-del-patrimonio-culturale). Un’occasione per chiedere al Ministero di fare chiarezza sui dati riportati da alcuni giornali e per riportare all’attenzione del ministro il tema del patrimonio culturale colpito, il cui recupero è di vitale importanza per il nostro territorio.

Il mese appena trascorso ha rappresentato anche l’occasione per accompagnare il nuovo commissario straordinario per il sisma, Paola de Micheli, in numerosi Comuni del nostro entroterra (foto). Da Muccia a Caldarola, fino a Camerino, dove è stata presentato alla stampa il progetto a sostegno dell’Università di Camerino, promosso da Assofarm nazionale, per la ricostruzione dei laboratori di  Farmacia. Un progetto, seguito sin dai primi giorni successivi al sisma, di cui vado particolarmente orgogliosa (FOTO)

Un Commissario che sta concretamente lavorando, con attenzione e disponibilità verso il nostro territorio, per cercare di risolvere una parte consistente dei problemi che riguardano il nostro territorio (http://www.paolademicheli.it/app/facebook-767603.jsp).