Newsletter n°40 del 20 Novembre 2017

EDITORIALE

Voglio iniziare queste mie brevi considerazioni consigliandovi l’apertura di questo link e la visione del video ( http://www.lastampa.it/2017/11/12/multimedia/esteri/ieri-a-varsavia-da-tutta-europa-per-uno-dei-raduni-fascisti-pi-grandi-al-mondo-sevRIkYB7ikRyJAV902dnN/pagina.html). Queste immagini – come avrete letto- vengono da Varsavia, da uno Stato europeo e riguardano la più grande manifestazione nazionalista e neonazista d’Europa. Sono immagini dense di una aggressività che richiama ad un passato non troppo lontano, cariche di suprematismo bianco ed antisemita. Immagini che arrivano quasi a ridosso di quanto avvenuto, questa volta in Italia, allo stadio Olimpico con l’uso dell’immagine di Anna Frank o allo stadio di Marzabotto dove un calciatore ha festeggiato il gol fatto esibendo il saluto romano.
A Pesaro viene imbrattata con simboli nazifascisti una scuola intitolata proprio ad Anna Frank, mentre a Civitanova Marche un’associazione vicina a movimenti politici come Forza Nuova presenterà presso la Biblioteca comunale un libro su Donna Rachele come se nulla fosse, come se il racconto della vita di quella donna non si intrecciasse drammaticamente con la tragica storia di questo Paese. Il tutto in una costante banalizzazione del nostro passato, in un minestrone in cui tutti sono uguali e le responsabilità storiche e politiche sono annullate . Sono segnali preoccupanti di una perdita di consapevolezza e di una ignoranza diffusa rispetto ad un passato ancora molto recente ( meno di un secolo in termini storici equivale davvero ad un battito di ciglia) per il nostro Paese e per l’Europa intera. Una ignoranza che mi preoccupa è molto, un emergere di nuove forme di fascismo e antisemitismo che non solo non andrebbero sottovalutate ma che dovrebbero spingere chi, in politica, nel mondo associativo come nella società, ha comuni valori e principi democratici ad unirsi e a riscoprire ciò che dovrebbe tenerci insieme più di ciò che divide. E qui inevitabilmente, per una dirigente del Partito Democratico, il pensiero corre a quanto sta avvenendo nel campo del centro sinistra, all’eterno ritorno del frazionismo a sinistra. Nel momento in cui movimenti come Forza Nuova, Casa Pound o lo stesso nazionalismo aggressivo di stampo leghista ( non aggiungo nulla sul Movimento Cinque stelle, su cui conoscete la mia opinione) rischiano di entrare nel consesso parlamentare o di poter concorrere al governo del Paese, si può davvero pensare di costruire un’alternativa credIbile senza il Pd? Un Pd che può avere mille difetti o limiti, ma che ha democraticamente scelto il proprio segretario con il contributo di più di 2 milioni di iscritti e cittadini. Un partito a cui costantemente vengono fatte prove di democrazia che non merita sinceramente., E allora non posso che condividere e riconoscermi nelle riflessioni di Walter Veltroni, che riporto nella loro interezza e che vi lascio come contributo : In questo momento sento che e’ in gioco qualcosa di molto importante, la possibilita’ per la sinistra di svolgere un ruolo rilevante. Credo non ci sia bisogno di tatticismi, bisogna andare alla sostanza delle cose. E’ possibile non ritrovarsi tra persone che hanno valore e idee comuni? Questa e’ la semplice domanda che si pongono i milioni di elettori di centrosinistra (…). Se i protagonisti di queste vicende spostassero lo sguardo al futuro, capirebbero quanto sono piccole le polemiche di oggi. Vorrei che tutti quanti avessero la consapevolezza della fragilita’ di questo istante della necessita’ di solidita’. Abbiamo bisogno di costruttori di ponti e non di polemiche che rischiano di accentuare le divisioni”.
Le divisioni delle forze democratiche nel primo dopoguerra favorirono l’avvento e la presa del potere del fascismo e l’inizio di una stagione tragica per il nostro Paese e per l’Europa, quello con cui ci confrontiamo ora è un fascismo ancora più subdolo e pericoloso, in un quadro internazionale ancora più complesso e fragile, non vorrei leggere tra qualche anno sui libri di storia errori analoghi a quelli vissuti dal 1920 in poi. E’ in gioco anche il futuro dell’Europa nelle prossime elezioni politiche e forse dovremmo finalmente farcene carico con responsabilità e lungimiranza.

 

LEGGE SPETTACOLO DAL VIVO

Approvata in via definitiva dalla Camera la legge delega sullo spettacolo dal vivo. Un traguardo storico di riforma centrato dopo circa trent’anni e dopo ripetuti tentativi promossi anche nelle legislature precedenti purtroppo non andati a buon fine. Una legge che vale una legislatura, come ho ricordato nel corso della dichiarazione di voto pronunciata durante il dibattito in aula (che potete ascoltare a questo link: http://webtv.camera.it/download/videocutter/L17_S883/2017-11-08_12_49_46_MANZI_IRENE.mp4)
Un provvedimento che contiene alcuni principi quadri di delega, che dovranno orientare l’azione del Governo nell’esercizio della delega, oltre ad alcune misure di immediata e concreta applicazione come l’incremento delle risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo dal vivo, la stabilizzazione del tax credit per la musica e gli artisti emergenti, conferma lo stanziamento di 4 milioni di euro per le attività culturali realizzate nei territori colpiti dal sisma del centro Italia ( su cui è stato accolto l’ordine del giorno che impegna il governo a distribuire le risorse tra le regioni in misura proporzionale al danno subito dal sisma, ricomprendendo tutte le possibili attività culturali che possono sostenere i territori colpiti dal sisma), stabilizza il tax credit musica, beneficio riconosciuto alle imprese produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali e produttrici di spettacoli di musica dal vivo per la promozione di artisti emergenti, estende l’Art Bonus a tutti i settori dello spettacolo dal vivo, garantendo anche alle orchestre, ai teatri nazionali e di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza, i circuiti di distribuzione di avvalersi del credito d’imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali finora riservato esclusivamente alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione.
Un provvedimento quadro che, grazie agli emendamenti introdotti, frutto di una concertazione importante svolta con i soggetti dello spettacolo dal vivo del nostro territorio, prevede anche il riconoscimento della canzone popolare d’autore e la promozione di realtà di spettacolo dal vivo realizzate in luoghi di particolare interesse culturale. Con entrambe le previsioni generali finalmente realtà come lo Sferisterio e Musicultura trovano spazio in un testo di legge tematico. Un’opportunità che, grazie anche all’aumento delle risorse del Fondo unico per lo spettacolo, consentirà un salto in avanti importante per entrambe le realtà è per lo spettacolo dal vivo marchigiano.
E per saperne di più ( http://www.cronachemaceratesi.it/2017/11/10/spettacolo-nella-nuova-legge-i-suggerimenti-dello-sferisterio/1031018/) https://www.musicultura.it/2017/11/10/record-discrizioni-musicultura-2018-oltre-800-artisti/

DELEGA AL GOVERNO IN MATERIA DI SPERIMENTAZIONE CLINICA DI MEDICINALI E RIORDINO DELLE PROFESIONI SANITARIE
La Camera ha approvato in seconda lettura il disegno di legge che delega il Governo a riordinare le professioni sanitarie e ad introdurre criteri più stringenti e omogenei in materia di sperimentazione clinica, in considerazione soprattutto della disciplina intervenuta in materia con il Regolamento europeo n. 536/2014. Scopo della delega, è quella di introdurre criteri direttivi più omogenei e stringenti alla sperimentazione clinica dei medicinali per uso umano.
Viene introdotto il concetto di medicina di genere, attenta alle differenze di genere, valorizzato attraverso la predisposizione di un piano volto alla diffusione di un nuovo approccio alla pratica sanitaria e allo studio del funzionamento del fisico umano, in salute e in malattia, in modo attento alle diversità fra uomini e donne.

Importanti cambiamenti riguardano anche il riordino delle professioni sanitarie. Il provvedimento, infatti, da un lato revisiona la disciplina delle professioni sanitarie, dall’altro introduce nuove disposizioni relative agli ordini e alle federazioni. In particolare si definisce il profilo di enti pubblici non economici a carattere autonomo, che agiscono quali organi sussidiari dello Stato, senza oneri per la finanza pubblica, al fine di tutelare gli interessi pubblici connessi all’esercizio professionale degli Ordini e delle relative Federazioni nazionali. Sono individuati gli organi degli Ordini (presidente, consiglio direttivo, commissione di albo, per gli ordini comprendenti più professioni, collegio dei revisori) e si ridefiniscono i compiti del Consiglio direttivo di ciascun Ordine e le attribuzioni delle Commissioni di albo. Con riferimento agli albi professionali, si stabilisce che non è più necessaria, per l’iscrizione all’albo, la cittadinanza italiana: gli iscritti che si trasferiscono in un Paese estero, infatti, possono a domanda conservare l’iscrizione all’Ordine professionale italiano di appartenenza.

Il provvedimento disciplina, poi, la procedura relativa all’individuazione e all’istituzione di nuove professioni sanitarie. L’iniziativa per ottenere il riconoscimento spetta alle associazioni professionali rappresentative, ovvero allo Stato o alle Regioni, in considerazione dei fabbisogni connessi agli obiettivi di salute previsti dal piano sanitario nazionale o dai piani sanitari regionali. Il rappresentante legale dell’albo, inoltre, potrà richiedere al Ministero della salute l’istituzione di un nuovo Ordine che assuma la denominazione corrispondente alla professione sanitaria svolta qualora
il numero degli iscritti a un albo fosse superiore a cinquantamila unità.

Per garantire la sicurezza delle cure e la responsabilità professionale degli esercenti d’attività sanitaria, il provvedimento prevede l’azione di responsabilità amministrativa della struttura sanitaria in caso di dolo o colpa grave dell’esercente. L’importo della condanna per responsabilità amministrativa non potrà superare una somma pari al triplo del valore maggiore della retribuzione lorda o del corrispettivo convenzionale conseguito nell’anno di inizio della condotta causa dell’evento o nell’anno immediatamente precedente o successivo. In tal senso, anche la disciplina che regola l’esercizio abusivo di una professione sarà riformata, aumentando le sanzioni previste e condannando anche le attività ausiliari a quelle sanitarie (es. il farmacista che, senza prescrizione medica, dispensa farmaci e sostanze dopanti per finalità diverse da quelle proprie o da quelle indicate nell’autorizzazione all’immissione in commercio).

Ultime ma non meno importanti, le disposizioni in materia di formazione del personale medico extracomunitario e di formazione medica specialistica. Si prevede che i cittadini stranieri che sono in possesso della qualifica di medico acquisita in un Paese non appartenente all’Unione europea e che intendono partecipare ad iniziative di formazione o di aggiornamento che comportano lo svolgimento di attività clinica presso aziende ospedaliere possono essere temporaneamente autorizzati, con decreto del Ministero della salute, allo svolgimento di attività di carattere sanitario in deroga alle norme sul riconoscimento dei titoli esteri.

 

DELEGA PER IL RIORDINO DELLE CONCESSIONI DEMANIALI

La normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo è incentrata sullo sviluppo e l’innovazione dell’impresa turistico-ricreativa e del settore balneare che rappresenta il comparto turistico più importante. Quest’anno le spiagge italiane hanno registrato oltre 90 milioni di presenze, con un aumento straordinario di turisti stranieri. Un provvedimento importante, approvato dalla Camera il 26 ottobre 2017 che mette la parola fine agli interventi di riordino del settore delle concessioni demaniali e che è stata spesso al centro delle polemiche per gli effetti applicativi della cd. Direttiva Bolkestein ( per maggiori info leggi il dossier)

Tra le novità e le modifiche introdotte: viene riconosciuto il principio del legittimo affidamento; è previsto un adeguato periodo transitorio per le concessioni assegnate entro il 31 dicembre 2009; viene riconosciuto il valore commerciale dell’impresa; vengono salvaguardati i livelli occupazionali; vengono valorizzate le peculiarità territoriali, le forme di gestione integrata dei beni e delle attività aziendali e le professionalità acquisite, sia dai concessionari, sia dai gestori; vengono stabiliti i criteri per l’affidamento delle concessioni, introducendo criteri premianti per strutture a basso impatto ambientale e per le strutture che offrono servizi di fruibilità dell’infrastruttura e della spiaggia ulteriori rispetto a quelli già previsti per legge a favore delle persone disabili; durante il periodo transitorio, è prevista la regolamentazione degli aspetti giuridici degli atti di pianificazione territoriale e dei relativi strumenti di programmazione negoziata stipulati ai fini del miglioramento dell’offerta turistica e della riqualificazione dei beni demaniali tra le amministrazioni competenti e le associazioni maggiormente rappresentative su base nazionale delle imprese del settore; viene rivisto il sistema di calcolo dei canoni concessori, classificando i beni in un minimo di tre categorie di valenza turistica, e nello stesso tempo si andrà al superamento dei cosiddetti valori dell’Osservatorio immobiliare italiano.

Tra i criteri e i principi direttivi che il Governo dovrà seguire nell’emanazione dei decreti attuativi vi sono: il rispetto della concorrenza, della qualità paesaggistica e sostenibilità ambientale, della libertà di stabilimento, della garanzia dell’esercizio e sviluppo delle attività imprenditoriali nonché del riconoscimento e tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale; la rideterminazione della misura dei canoni concessori, con l’applicazione di valori tabellari, tenendo conto della tipologia dei beni oggetto di concessione; il coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni legislative vigenti in materia. Vengono inoltre salvaguardati i livelli occupazionali tenendo conto della professionalità acquisita, sia in qualità di concessionario, sia di gestore. Inseriti criteri premianti per strutture a basso impatto ambientale e per le strutture che offrono servizi di fruibilità della infrastruttura e della spiaggia ulteriori rispetto a quelli già previsti per legge a favore delle persone disabili.

Introdotte anche norme di trasparenza: è, infatti, previsto l’obbligo per i Comuni di rendere pubblici, tramite i propri siti Internet, i dati concernenti l’oggetto delle concessioni e dei relativi canoni, nonché l’obbligo per i concessionari di pubblicizzare tali dati anche sui propri siti Internet.

 

IN PARLAMENTO

Nel mese appena trascorso il Ministero dei Beni culturali ha risposto all’interrogazione da me presentata riguardo allo stato di conservazione dei beni culturali recuperati dagli immobili danneggiati dal sisma. Un tema particolarmente dibattuto sulla stampa locale, riguardo al quale era necessario un intervento che facesse chiarezza e rassicurasse esperti e cittadini. Notizie importanti quelle riferite dal Ministero, giunte grazie anche al lavoro di sollecitazione svolto da esperti e amministratori locali in questi mesi : sarà l’istituto superiore per la conservazione e il restauro a prendersi carico delle opere e di allestire in modo adeguato i depositi, dotandolo finalmente delle infrastrutture adeguate ed idonee a garantire una conservazione adeguata. Un risultato che va rimarcato e che consente di guardare con più sicurezza e fiducia ai mesi che ci attendono.
La Commissione Cultura mi ha inoltre conferito, come relatrice, il mandato a riferire in aula la proposta di legge per la memoria del 150 anniversario della morte di Gioacchino Rossini, un provvedimento importante e significativo per la nostra Regione. Con la presentazione, lo scorso 7 novembre, delle linee guida congiunte Ministero Istruzione e Ministero della Salute relative all’attuazione del primo soccorso nelle scuole, arriva a compimento uno dei progetti seguiti sin dall’inizio della Legislatura e di cui vado particolarmente orgogliosa. Finalmente, dopo aver introdotto nella legge 107/2015 l’insegnamento obbligatorio delle tecniche di primo soccorso nelle scuole (per le quali l’Italia si pone tra i primi paesi in Europa) e averlo presentato alla Camera dei Deputati nell’ottobre 2015, l’emanazione delle linee guida consentirà finalmente alle scuole di poter partire concretamente con l’avvio di un primo anno sperimentale nelle scuole di province selezionate, tra cui proprio la provincia di Macerata. Un passo avanti di civismo e civiltà che rende importante il lavoro svolto fino ad oggi di cui abbiamo discusso pochi giorni fa con il dott. Raul Brambattti e Leonardo Carelli della Onlus David Carelli durante due incontri con le scuole a Tolentino.

Vi aspetto infine il prossimo 30 novembre alle 21 a Macerata ( hotel Claudiani) con il collega Marco di Maio e il prof. Giulio Salerno per riflettere e discutere sulla nuova legge elettorale tra rappresentanza e governabilità.