Domenica 30 Aprile…PRIMARIE

C’è una considerazione preliminare che voglio fare a questo proposito: con tutti i limiti che, per primi noi iscritti, riconosciamo al nostro partito, il 30 aprile rappresenta, ancora, senza retorica, un appuntamento importante con la democrazia, con la costruzione di una proposta politica aperta agli iscritti ed ai cittadini. Permettetemi di rivendicarlo e di ricordarlo, come dicevo, senza retorica ma anche con un po’ di orgoglio. Mentre altre forze politiche rimettono ad altri strumenti la scelta del proprio leader e dei propri quadri dirigenti, il Pd continua a lasciare aperta a tutti coloro che si riconoscono nella sua proposta politica la possibilità di prendere parte alla scelta del proprio segretario. Non è una scelta di ridotta portata che ha già visto alla prova in quasi 10 anni di fondazione di questo partito 4 segretari e si è sempre accompagnata alla partecipazione di migliaia di cittadini. Un processo che ha consentito in questi anni al Partito Democratico di crescere, radicarsi, non privo di difetti ma capace in ogni caso di offrire al Paese, a livello locale e nazionale, una classe dirigente capace e rinnovata. Un dato confermato anche da questa nuova tornata che vede il confronto di tre candidati, diversi per storia, esperienze, proposte, ma rappresentativi, in ogni caso, della pluralità che non ha smesso di animare, nonostante quello che costantemente si dice, il Partito Democratico e che, mi auguro, al di là del risultato del 30 aprile, continui ad animare, senza ulteriori strappi ed abbandoni, il nostro partito anche dal 1 maggio in poi. Perché è la sfida dei giorni che seguiranno il 30 aprile quella che aspetta il Pd e che il Pd deve affrontare e provare a vincere.

Come sapete, la mia scelta sarà a sostegno di Matteo Renzi e del suo ticket con Maurizio Martina. Per quello che si è costruito nei 1000 giorni di governo, per il rilievo che la sua stessa mozione pone sui temi dell’Europa, della cultura, della ricostruzione dei nostri territori colpiti dal sisma, per il completamento del processo di costruzione del Partito Democratico, un processo avviato ormai quasi 10 anni fa che non può tornare a scelte identitarie legate ai partiti che hanno dato vita al Pd, ma che deve essere capace di affrontare la crisi dei movimenti politici e dei corpi intermedi, senza rifiutare lo strumento associativo ma dando ad esso forme e strutture nuove e in grado di radicarsi nella società e di ascoltarne i bisogni.

Un grande lavoro ci aspetta, l’auspicio, intanto, è che il prossimo 30 aprile sia una sana ed autentica festa democratica.

APPROFONDISCI

Bello e partecipato l’appuntamento a Macerata in vista delle primarie del prossimo 30 aprile con il Ministro Maurizio Martina. Un’occasione per parlare di futuro del Pd, ma anche di aree interne, Europa, partecipazione dei giovani alla politica, produzione di qualità, per provare, insieme, a favorire idee e confronto