Chi sono | Biografia

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Mi chiamo Irene Manzi, sono nata a Macerata il 16 agosto del 1977.

Nel 2001 mi sono laureata in Giurisprudenza con una tesi in Storia delle Costituzioni moderne presso la locale Università. Nel 2003 ho conseguito il diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali delle Università di Macerata e Camerino. Ho frequentato per due anni il Dottorato di ricerca in Storia e Teoria delle Costituzioni moderne e contemporanee presso l’Università di Macerata.

Dal 2003 sono dipendente presso il Servizio Beni e Attività Culturali della Provincia di Macerata, trasferita, a seguito della riforma delle Province, dal 2016 alla Regione Marche.

In questi anni, oltre al mio impegno lavorativo, mi sono dedicata agli studi storici collaborando con numerosi istituti di ricerca come l’Associazione Mazziniana Italiana, l’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano, la Deputazione di Storia Patria, l’Associazione di Storia Contemporanea ( di cui sono tra i soci fondatrori) e l’Istituto per la storia del Movimento di Liberazione nelle Marche. Ho realizzato studi di storia risorgimentale e contemporanea, tra i quali, il volume “La Costituzione della Repubblica Romana del 1849”, ed i saggi, contenuti nei volumi collettanei, “Patrioti e repubblicani nelle Marche tra Otto e Novecento”, “Garibaldi eroe moderno”, “Le Marche in età giolittiana”, “La primavera della nazione”, “Le Marche e la Grande Guerra”. Ho inoltre pubblicato alcuni articoli di argomento storico e giuridico nelle riviste “Il Pensiero Mazziniano”, “Il giornale di storia costituzionale”, “Guida al diritto” ed “I tribunali amministrativi regionali” ( inserisci qui testi inseriti adesso in Ricerca) .  

Ho tenuto numerose conferenze nelle Marche ed in altre città italiane dedicate ad argomenti storici..


Dal 2010 al 2013 ho ricoperto la carica di Vice Sindaco e Assessora alla Cultura, al Turismo e al Centro Storico presso il Comune di Macerata. Alle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013 sono stata eletta alla Camera dei Deputati, nelle file del Partito Democratico. Sono componente della Commissione Cultura ed Istruzione della Camera e faccio parte dell’Ufficio di Presidenza della stessa.

  • La Repubblica Romana (1849). Rilettura di un’esperienza costituzionale” in AA. VV, Giornale di Storia costituzionale, a cura dell’Università degli Studi di Macerata, Quodlibet, anno 2003, n. V-1 semestre 2003
  • “Il ritorno dei Savoia da esiliati a cittadini a pieno titolo” in AA.VV., Rassegna I TAR, Casa Ed. ITALEDI, Roma, n. 10/2002
  • “La Costituzione della Repubblica Romana del 1849”, Affinità Elettive, Ancona, 2003.
  • “L’antinotabile”, in M. SEVERINI (a cura di), Patrioti e repubblicani nelle Marche tra Ottocento e Novecento, Affinità Elettive, Ancona, 2004.
  • “I diritti della donna. L’evoluzione civile e politica dell’universo femminile dall’Unità d’Italia alla Costituente del 1946”, in Toga Picena, n.2/2004- n. 1/2005
  • “Problematiche giuridiche relative alla presenza di cittadini di sesso femminile nelle Giunte Municipali.” Nota a ordinanza Tar Lecce in rivista Guida al Diritto- Sole 24 ore, n. 37 del 24 settembre 2005 e Guida agli Enti Locali- Sole 245 ore, n. 38 del 1 ottobre 2005.
  • “Il difensore civico. Evoluzione di un istituto di garanzia” in Rassegna I TAR Casa Ed. ITALEDI, Roma, dicembre 2005.
  • Rubrica Il giudice di appello- commenti giurisprudenziali alle sentenze del Tar Marche e del Consiglio di Stato, annualità 2003-2005, in Osservatorio sulla Giurisprudenza del Tar Marche, Portale giuridico Diritto.it (www.diritto.it)
  • La Costituzione della Repubblica Romana del 1849 in M. SEVERINI (a cura di), La primavera della nazione, Affinità Elettive, Ancona, 2006.
  • Municipalità ed amministrazioni nel Maceratese, in L. PUPILLI ( a cura di), Le Marche in età giolittiana, Deputazione di storia patria per le Marche, Ancona, 2007.
  • Garibaldi deputato, in M. SEVERINI (a cura di), Garibaldi eroe moderno, Aracne editore, Roma, 2007.
  • Il Maceratese, in G. PICCININI ( a cura di), Le Marche e la Grande Guerra, Ancona, Assemblea Regionale delle Marche, 2008.
  • Rappresentazione e autorappresentazione di un mito: Giuseppe Garibaldi in C. CANULLO, T. PETROVICH NJEGOSH, M. SEVERINI, Rappresentazioni e auto rappresentazioni contemporanee: interpretare, ricostruire, creare, EUM, 2009.
  • Le amministrazioni locali in provincia di Macerata in M. PAPINI ( a cura di), Le Marche nel primo dopoguerra, Assemblea Legislativa delle Marche, Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, Ancona, 2010.
  • L’attività costituente di Giovanni Conti in L.PUPILLI ( a cura di),Giovanni Conti, politico, costituente, storico, Il Lavoro Editoriale, Ancona 2010.
  • La Provincia di Macerata tra la fine del regime pontificio e l’Unità d’Italia in M.SEVERINI ( a cura di), Macerata e l’Unità d’Italia, Codex, Roma 2010.
  • L’amministrazione Valerio in M. SEVERINI (a cura di) Le Marche e l’Unità d’Italia, Edizioni Codex., Roma, 2010.
  • Dalla Costituzione della Repubblica Romana alla Costituzione della Repubblica Italiana in C. GAETANI, L’Identità nazionale. Storie, Film, Miti per raccontare l’Italia, Ed.Affiniità Elettive, Ancona, 2012.

Pensieri e Parole

Ci sono delle frasi, non mie ma di persone, più o meno celebri, che rappresentano le cose in cui credo. Ho l’abitudine di copiare su un quaderno di appunti le frasi (le più svariate, per la verità) che leggo e che più mi colpiscono; ecco perché ho voluto aprire le pagine di quel “Diario” per condividere le parole in cui più mi identifico.

 

“Si faccia una vita interiore, di studio, di affetti, che non siano soltanto di arrivare ma di essere e vedrà che la vita avrà un significato… si tratta di una problema morale prima che sociale e lei deve imparare a lavorare, a esistere, non solo per se’ ma anche per qualche altro, per gli altri”

Cesare Pavese a Fernanda Pivano

 

“Non abbiate paura di sporcarvi le mani, perché a cosa servono le mani pulite se si tengono sempre in tasca?”

Don Lorenzo Milani

 

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”.

Robert Kennedy

 

“Quello che tu puoi fare è solo una goccia nell’oceano ma è ciò che dà significato alla tua vita”

– Albert Schweitzer –

 

“L’io non è autosufficiente. L’io ha bisogno del tu come l’aria per respirare. L’io contiene l’esigenza di diventare un “noi” proprio per fronteggiare e raggiungere quei traguardi che è stato capace di immaginare. Perché il noi è la comunità. Il noi è anche la storia. Il noi è la democrazia. Andare oltre l’io vuol dire realizzarsi in maniera autentica anche come singoli.
Vuol dire anche superare il limite del qui e ora, perché il futuro si costruisce soltanto insieme (…) Passare dall’io al noi ci permette di guardare più lontano. (…)L’altro ci conduce meglio al domani. Insieme si consente alla società di pensarsi migliore domani. Naturalmente occorre sempre fare al meglio oggi ciò che è possibile nelle condizioni date, ma al tempo stesso dobbiamo progettare insieme un futuro migliore per noi, i nostri figli e i nostri nipoti: senza questa dualità, senza questo duplice percorso, la politica diventa sterile o ingannevole. Per spezzare la catena dell’autoreferenzialità, dell’egoismo e, in definitiva, dell’impotenza della politica, e del tessuto sociale è necessario dare il giusto valore all’altro. Dare valore al dialogo.”

Sergio Mattarella

 

 

 

” Il protagonista di questo racconto è la politica, il comportamento cioè degli uomini e delle donne di questo secolo nella vita di relazione coi pensieri che hanno animato il loro agire. Ma la politica è sfuggente, cambia sempre nel tempo e anche nelle stesse persone. E’ molto difficile isolarla dall’etica, dal giudizio morale (…). L’agire politico è una scelta responsabile della persona, non è l’esecuzione meccanica di un dettato che viene da fuori, dall’alto, da un’autorità costituita o da una dottrina o dalla storia. La politica è scelta”.

 Vittorio Foa da “Questo Novecento” 

 

” Non saprei immaginare quale sarà il tuo futuro. Temo che nessuno sia al momento in grado di fare previsioni realistiche. Niente di esaltante all’orizzonte. So, però, che l’unico modo per avere un futuro, è vivere il presente sapendo che ogni gesto, ogni scelta per quanto apparentemente marginale, contengono in se’ la creazione del futuro, ne determinano l’indirizzo. E che quindi è importantissimo avere cura di decidere ogni cosa con attenzione, rispettando sempre la propria libertà e la propria dignità”.

Marisa Ombra da “Libere sempre”

 

“Come l’acqua, le biblioteche sono un indispensabile bene comune che Google non può sostituire. Una società civile ne ha bisogno perché nella crisi sono una risorsa per i cittadini, in particolare quelli più deboli, meno capaci di usare le tecnologie, in difficoltà con il lavoro. Sempre, esse sono una diga contro l’imbarbarimento, un’indispensabile infrastruttura democratica”.

Antonella Agnoli “Caro Sindaco, parliamo di biblioteche”